SISTEMA RETRIBUTIVO

Nel sistema retributivo il calcolo della pensione è proporzionale alla media delle ultime retribuzioni percepite ed all’anzianità contributiva accreditata. Prima dell’entrata in vigore della riforma Dini il sistema retributivo era utilizzato dalla quasi totalità degli enti previdenziali. La formula per il calcolo dell’ammontare della pensione è:

Pensione = Reddito Pens. x Anzianità Contributiva x Rendimento

Anche se il calcolo retributivo è destinato a scomparire gradualmente sostituito dal calcolo contributivo, il periodo di transizione risulta relativamente ampio.

Per i lavoratori "anziani" (con più di 18 anni di contribuzione al 1995) il calcolo retributivo si applica all'intera anzianità contributiva maturata. Per i restanti, in virtù dei diritti acquisiti, tutti i periodi di contribuzione sino alla fine del 1995 potranno essere computati con le modalità del calcolo retributivo.

Per le casse privatizzate dei liberi professionisti la riforma 1996 lascia la facoltà di optare per il sistema contributivo di calcolo, senza alcun obbligo per tale trasformazione. Attualmente tutte le vecchie casse hanno conservato il sistema retributivo di calcolo.

Una sostanziale modifica nel calcolo retributivo è stata introdotta dalla riforma del 1992, varata dal governo Amato. L'obiettivo della riforma era il contenimento della spesa pensionistica, da conseguire con un calcolo più penalizzante della retribuzione pensionabile e con riduzione delle aliquote di rendimento. Le nuove modalità di calcolo portano allo sdoppiamento della pensione in due quote:

Pensione = R.P.ante93 x Rendimento x Anzianità ante93 + R.P.post92 x Rendimento x Anzianità post92

quota ante '93 : Si conservano le modalità di calcolo vigenti prima del ‘93.

quota post '92: I contribuenti sono classificati in due gruppi a seconda dell’anzianità contributiva maturata alla fine del 1992:

- Anziani - più' di 15 anni di contribuzione al 31/12/92.

- Giovani - meno di 15 anni di contribuzione al 31/12/92.

Retribuzione o Reddito Pensionabile (R.P.)

Nel calcolo retributivo, la retribuzione o reddito medio pensionabile rappresenta il tenore di vita raggiunto. Si calcola come media delle ultime retribuzioni percepite prima della data di pensionamento. Due sono i parametri del suo calcolo:

Periodo di Riferimento

È il numero di anni antecedenti alla data di pensionamento utilizzati nel calcolo della media. Sono stati modificati più volte dalle varie riforme. Sono diversi per le quote riferite agli anni di contribuzione ante e post 92.

Quota ante '93 - 5 anni per i dipendenti del settore privato, 6 mesi per il settore pubblico e 10 anni per gli autonomi in genere (per maggiori dettagli vedi le singole schede).

Quota post '92 - In funzione del gruppo di appartenenza :

anziani - I vari provvedimenti intervenuti negli anni hanno aumentato gradualmente questo parametro. La situazione attuale è sintetizzata nella tabella seguente:

Tab.1 PERIODI DI RIFERIMENTO PER IL CALCOLO DELLA RETRIBUZIONE MEDIA PENSIONABILE PER LA QUOTA POST ‘92

Anno di

pensionamento

Dipendenti

settore privato

Dipendenti

settore pubblico

Autonomi

Liberi Profess.

1996 7.2 2.2 10.7
1997 7.8 2.8 11.3
1998 8.5 3.5 12.0
1999 9.1 4.1 12.6
2000 9.8 4.8 13.3
2001 10.0 5.5 14.0
2002 10.0 6.1 14.6
2003 10.0 6.8 15.0
2004 10.0 7.4 15.0
2005 10.0 8.1 15.0
2006 10.0 8.8 15.0
2007 10.0 9.4 15.0
2008 10.0 10.0 15.0

giovani - la riforma Amato del ’92 aveva previsto il calcolo della media su tutte le annualità contributive maturate dopo il 1992, ma l’intervento della riforma Dini nel ’95 ha spostato questo gruppo nel calcolo misto retributivo - contributivo. La seconda quota del calcolo retributivo si limita pertanto a soli tre anni di contribuzione (’93, ’94 e ’95), ne consegue che le modifiche relative al calcolo della R.P. hanno un impatto limitato nel risultato complessivo della pensione.

Rivalutazione

Per eliminare la perdita del potere d'acquisto del denaro, la legge prevede la rivalutazione di tutti i redditi, che partecipano alla formazione della retribuzione pensionabile, all’anno antecedente quello di pensionamento. A tale scopo l’ISTAT fornisce i coefficienti di rivalutazione, calcolati sulla base dell’aumento del costo della vita per le famiglie di operai ed impiegati. Nel calcolo della retribuzione pensionabile per la quota relativa alle annualità post 1993, quota incorsa nell'incremento del periodo di riferimento come spiegato innanzi, è stato previsto un punto percentuale di rivalutazione in più a titolo di bonus. L'ISTAT provvede ogni anno alla pubblicazione di due serie di coefficienti di rivalutazione, riferiti alla quota A e B di pensione.

Nelle situazioni reali si riscontra solitamente un tasso di incremento della retribuzione superiore rispetto all’indice di inflazione. Ciò è dovuto sia all'andamento delle retribuzioni medie contrattuali (contratti nazionali di lavoro di categoria), sia agli scatti di qualifica di anzianità e di merito del soggetto. La misura di questo incremento non è ne costante nel tempo, ne generalizzabile a tutti i lavoratori, ma nella pratica può essere assimilabile ad un tasso di incremento annuo variabile dall' 1% al 3% in più dell'inflazione. Per andamenti di questa natura è facilmente comprensibile che il meccanismo di recupero dell'inflazione nen è sufficiente per preggiare la retribuzione pensionabile all'ultima retribuzione. Maggiore il numero di anni coinvolti nel calcolo della media, maggiore lo scostamento tra ultima retribuzione e retribuzione pensionabile. Lo stesso effetto si ha all'aumentare del tasso reale di crescita dei redditi.

Di seguito viene riportato l'esempio per un lavoratore dipendente che acquisisce il diritto alla pensione alla fine del 2002.

anno   Coefficienti di rivalutazione Reddito rivalutato
Reddito QUOTA "A" QUOTA "B" QUOTA "A" QUOTA "B"
 1993        25.993 1,2824 1,3612                35.382
 1994        23.498 1,2299 1,2975                30.488
 1995        25.459 1,1556 1,2201                31.062
 1996        27.099 1,1052 1,1632                31.521
 1997        28.000 1,0889 1,1325                31.710
 1998        29.015 1,0697 1,1018               31.038              31.969
 1999        30.003 1,0531 1,0742               31.596              32.229
 2000        31.325 1,0268 1,0371               32.165              32.488
2001        33.333 1 1               33.333              33.333
2002        35.000 1 1               35.000              35.000
           
      Reddito pensionabile             32.626            32.518

Rispetto all’ultima retribuzione le retribuzioni pensionabili rappresentano rispettivamente il 93,2% e il 92,9%.

Note:

Liberi Professionisti - anche per le casse privatizzate dei liberi professionisti ha effetto l’elevazione del periodo di riferimento da 10 a 15 anni, con la caratteristica che tutte le contribuzioni fanno riferimento alla retribuzione pensionabile cosi calcolata, senza alcuna divisione in quote.

Lavoratori dello Spettacolo : Il calcolo della retribuzione pensionabile viene fatta su base giornaliera e rappresenta la media delle ultime 1900 retribuzioni.

L'ordinamento dei dipendenti Statali ed Enti Locali è stato rivoluzionato dalle disposizioni della legge finanziaria n.724/1994. A partire dal 1995 la retribuzione da considerare nel calcolo delle pensioni e delle liquidazioni è comprensiva dell’indennità integrativa speciale (la contingenza dei dipendenti pubblici). L’ammontare cospicuo di questa indennità (circa 12 - 15 milioni annui) in precedenza veniva detratto nel calcolo della R.P. L’importo delle pensioni veniva pertanto maggiorato da una nuova indennità integrativa speciale sulla pensione, con discreto vantaggio per il pensionato.

Rendimento

Con rendimento nel calcolo retributivo delle pensioni va intesa l'aliquota, in termini percentuali, da applicare alla retribuzione pensionabile per ogni anno di contribuzione. È variabile a seconda dell'ente ed ha un andamento decrescente con l'aumentare della retribuzione. In ogni singola scheda sono riportati gli scaglioni di reddito e la relativa aliquota in %.

L'aliquota decrescente e stata estesa dalla riforma Amato, a tutti gli enti sostitutivi ed esclusivi. Il periodo transitorio di introduzione di tale modifica e scaglionato a cadenza quinquennale. Nei casi di nuova acquisizione di questo meccanismo nelle schede interessate, a lato degli scaglioni è segnalato l'anno a partire dal quale entra in vigore l'aliquota.

A partire dal 1994 le aliquote di rendimento non possono più superare la soglia massima del 2% per anno di contribuzione, omogeinizzando al ribasso la redditività. La modifica è intervenuta in particolare sulla redditivita dei fondi esonerativi (amministrazione pubblica) e sostitutivi (dirigenti, fondo volo). Le precedenti aliquote (peraltro congelate per il calcolo della quota A dei periodi ante 1993) raggiungevano un ben più elevato 2,5% - 2,6%.

Nelle schede, per semplicità, la formula del calcolo retributivo è stata scritta per retribuzioni pensionabili inferiori alla prima fascia. Per retribuzioni pensionabili superiori si segue il classico metodo a fasce:

Esempio: Calcolare a quanto ammonta la quota di pensione di un dipendente con una retribuzione media pensionabile di 51.646 euro, per ogni anno di contribuzione :

2,00% x 36.093 = 721,86
1,50% x ( 48.003 - 36.093 ) = 168,75
1,25% x ( 51.646 - 48.003 ) = 45,54
      Totale   946,05

 



Come si calcolano le pensioni

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